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Pubblicato da il 19 Mag 2017 in Articoli | 0 commenti

Scegli te

Scegli te

 

di Gregorio Tamborrino

 

Ricorda che l’unica, vera pazzia è sforzarsi di vivere una vita normale. E che il tuo ultimo sospiro, probabilmente, sarà di sollievo. Magari vale per tutti.

Ricordati di scegliere con attenzione il tuo “Dio” prima di pregare, e di non startene in ginocchio se puoi ancora fare qualcosa.

Conserva ogni goccia del tuo sudore, tante da riempirci una bottiglia. Poi gettala in mare. Qualcuno, un giorno, saprà che avevi bisogno di un’altra camicia. Qualcuno, un giorno, avrà paura di annegare: sii il suo abisso.

Ricorda che un brivido lungo la schiena è un passo in più sul sentiero che non vuoi percorrere, ma devi. Ricorda che devi solo se hai paura. Tieni a mente che bruciarsi è doloroso, ma essere sicuro di qualcosa, tanto da metterci una mano sul fuoco, a volte è l’unica possibilità. Chiunque ha una risposta, chiedi. Tu sei chiunque, ovunque e in qualunque momento. Non sei niente, ed è tutto qui. Non dimenticarlo.

Non dimenticare il giorno di maggio in cui scoprirai che ogni cosa, nel momento in cui ha inizio, sta già finendo. Smetti di mangiare se sei sazio da un pezzo, nessuno vorrà andarsene in giro a rotolare con te. Due passi sono la soluzione per tutto, e il tentativo disperato di non trovarne una.

Attento. Offri da bere a chi ha paura della verità, pagherà il secondo giro. Ricorda, testa alta, sempre. Anche quando avrai la schiena spezzata. Proprio perché avrai la schiena spezzata. Sbuffa, se davvero è così noioso. E piangi, perché è triste, lo so. Non gridare se il silenzio è diventato il tuo unico conforto. Qualcuno, un giorno, ti sentirà comunque. Qualcuno, un giorno, sarà qualcun altro. Sarai tu, davanti a uno specchio. Comincia dalla barba.

Striscia se non è ancora il caso di rimettersi in piedi e rotola se proprio non puoi fare a meno di mangiare. Buttati dal trentacinquesimo piano. Risali e buttati di nuovo, ogni volta che ti viene voglia di mollare. Non mollare. La morte è una fine banale. La resurrezione, invece, fa miracoli.

Ricorda che di tanto in tanto sarai di troppo, quanto basta per ricordarti qual è il tuo posto. Difendilo. Defilati senza dileguarti. Sussurra ma non bisbigliare. Lamentati per non disperare.

E adesso fila, tesoro. Non vorremo far tardi proprio il primo giorno di scuola.

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