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Foto storica dei membri di Emergenze in tipografia per la stampa del numerozero, 9 dicembre 2014

Foto storica dei membri di Emergenze in tipografia per la stampa del numerozero, 9 dicembre 2014

Era d’estate. A San Mauro Cilento, perla campana a picco sul mare, avveniva un incontro fra anime diverse per storia, età e provenienza. In comune la voglia di sperimentare, di mettersi gli uni al servizio degli altri per creare un progetto che superasse gli individui, un ibrido sensazionale, una deriva controllata fra poesia e editoria. Tanti discorsi, sul senso di un giornale oggi, sulla necessità di tornare a fare cultura in modo artigianale, sulle possibilità di scoperta offerte da semplici dispositivi, i fili rossi ad esempio…

Poco dopo Antonio Brizioli, tornato a Perugia di passaggio dopo sei anni di studio e lavoro a Milano, scopre l’anima di Emergenze, di cui diventa intermediario con gli uomini, assumendo le funzioni di Sacerdote di Emergenze. Perugia al tempo era una piazza stanca e demotivata, in cui l’unica parola sulla bocca di tutti era appunto “emergenze”, sempre legata ad analisi approssimative sullo spaccio di droga, sulla violenza urbana, nel migliore dei casi sull’assenza di prospettive per i giovani.

Il Sacerdote capì come ribaltare la parola nel suo significato positivo, consentisse di riesumare i frammenti di bellezza, poesia, rivoluzione, cambiamento, polverizzati sul territorio. E non erano pochi… Cominciò col titolo “Emergenze” una rubrica sul Corriere dell’Umbria, uno dei più diffusi giornali locali, che durò per dieci articoli molto letti, molto dibattuti, molto utili alla comunità.

E-mergere significa tuffarsi al contrario, darsi una spinta per saltare fuori dall’acqua o essere smascherati dalla bassa marea.
Emergenza è una “vox media”: una di quelle parole che i latini usavano con un’accezione positiva o negativa a seconda del contesto. Ciò che emerge esce dal torpore senza permesso.
I secoli hanno cristallizzato la parola nella connotazione negativa. Noi ci spericoliamo sul versante dimenticato, oscillando fra i poli di questa contraddizione.
Emergenze è l’ambiguità della scoperta.

Con queste poche parole l’anima di Emergenze viene diffusa alla collettività e tornano d’attualità i discorsi fatti l’estate precedente a San Mauro Cilento. Gli interlocutori d’allora erano Antonio Cipriani, poi Presidente di Emergenze, Valentina Montisci, poi Ministro della Difesa di Emergenze e Kristina Borg, poi Ministro della Comunicazione di Emergenze.

Si parlava di un giornale di carta, il Presidente ne aveva fatti tanti prima di convertirsi all’informazione online, senza mai escludere però un ritorno alle origini, al piacere del contatto, purché fosse per un progetto speciale, irripetibile, mosso da esigenze nuove.

Si parlava di un filo rosso, opera di Kristina Borg che avevamo installato insieme a San Mauro Cilento, uno strumento d’inchiesta privilegiato, in grado di schiudere sensi nuovi, di rinnovare i rapporti, di propiziare incontri, di far saltare il banco.

E così a Perugia, in un favorevole clima di disordine politico, di assenza di coordinamento a livello culturale, di voglia dei cittadini di tornare ad entusiasmarsi dopo anni di umiliazioni, nasce Emergenze, proprio intorno al tanto desiderato giornale di carta.

Il 12 dicembre 2014 viene presentato il “numerozero” a Palazzo della Penna, centro della cultura contemporanea umbra, in una calca indimenticabile di partecipanti che si calpestano per prendere il proprio posto. Il clima è elettrico, il dibattito vivo, le autorità vengono trasportate in un mondo nuovo: quello in cui si ascolta prima di parlare, quello in cui si deve rispondere a domande concrete, quello in cui non basta un saluto portato da casa… Le 1.000 copie stampate si esauriscono in breve tempo tramite una distribuzione artigianale e improvvisata, fondata su una rete di solidarietà territoriale.

Il 27 febbraio 2015 il filo rosso arriva finalmente a Perugia. L’operazione “Riprendere il filo” parte di primo mattino da Porta San Pietro per attraversare da parte a parte il centro storico del capoluogo umbro. Un susseguirsi di scoperte, il risveglio improvviso di un territorio dato per morto. A Perugia per giorni non si è parlato d’altro, al punto da costringerci ad installare lungo il percorso del filo dei cartelloni con su scritto “Vietato parlare del filo rosso”.

Nel 2015 sono stati realizzati quattro numeri di giornale, stampati a cadenza trimestrale e per i quali sono stati siglati circa 320 abbonamenti in tutta Italia. Il giornale è stato presentato a Milano, Roma, Torino, Foligno e Spoleto, ovunque riscontrando ammirazione per la cura e la ricerca con cui è stato prodotto.

Nel frattempo a novembre 2015 Emergenze ha rigenerato l’ex chiesa della Misericordia, spazio espositivo abbandonato nel centro storico di Perugia, che grazie alle mostre “Emergenze Ritratte” di Walter Meregalli e “Nel segno di Emergenze” di Steve Gobesso è tornato a vivere con decine di eventi collaterali e una convivialità estrema durata per tutti i due mesi di mostra (risultato di una doppia proroga), valorizzati dall’intervento dei Carabinieri nei momenti più creativi.

Oggi Emergenze ha inglobato una molteplicità di soggetti, provenienti da qualunque spaccato della società contemporanea e animati da forte spirito di rivoluzione. Emergenze è un’esperienza di spiazzamento costante, che non sembra destinata a fermarsi.