Carino! Il potere inquietante delle cose adorabili

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I gattini su Internet, i Pokémon con la loro buffa e improbabile aggressività, i meme su Kim Jong-un, la coppia glamour Ferragni-Fedez che mostra la sua vita da neogenitori: le nostre giornate sono piene di “cose carine”, all’apparenza innocenti nella loro effimera frivolezza. Ciò che è carino sembra avere la caratteristica di farci sentire protetti e al sicuro. Secondo il filosofo Simon May, tuttavia, le cose che troviamo adorabili nascondono anche un altro, inquietante potere. L’attrazione della modernità nei confronti dell’innocenza, la trasformazione del bambino in oggetto archetipico d’amore, l’interpretazione della vita moderna e più in generale dell’esistenza come fondamentalmente effimera, vana, innocente, senza scopi finali o prime cause, hanno il potere di distorcere e snaturare il tentativo di vedere nella vita un “ordinamento morale del mondo” o di giudicarla, tutto sommato, positiva o negativa. “Carino! Il potere inquietante delle cose adorabili” è una teoria filosofica del tempo presente e una storia culturale e letteraria della realtà che viviamo ogni giorno.