L’anarchia è un sapere polifonico, plurale, ricco e soprattutto estremamente attuale. Così abbiamo pensato che questo fitto insieme di pratiche e teorie potesse contenere gli strumenti per affrontare (non dico risolvere!) le urgenti questioni di un presente sempre più diffusamente avvertito come insoddisfacente. Viviamo un tempo ricco di licenze e povero di libertà, in cui tutto si può comprare, anche il diritto di “essere contro”, purché si abdichi in partenza alla pretesa di rimettere in discussione il nostro modo di pensare e vivere con gli altri.
Abbiamo pensato che la nostra piazza (un bel giardino all’aperto di fronte a Edicola 518, con una deliziosa fontana) potesse essere il luogo giusto per sottrarsi ai ritmi accelerati della contemporaneità e fermarsi a dibattere sui grandi temi della vita di ciascuno, rinunciando ad ogni sapere pregresso e provando a tornare alla radice: per capire i processi storici e mettere tutto in discussione. Siamo partiti da 4 tematiche che più di tutte riguardano le nostre vite e tormentano la nostra quotidianità ed abbiamo scelto di affidarne ciascuna ad un modesto professore. Modesto perché privo di verità e carico di dubbi da condividere.
Il lavoro a Stefano Boni, l’educazione a Francesco Codello, l’autogestione a Toni Senta e la democrazia a Salvo Vaccaro. Con loro abbiamo intrapreso quattro discorsi belli e articolati, proseguiti in dialoghi a cena, dopo cena e nei mesi successivi. Le sbobinature degli incontri hanno fornito la base a questo testo, che si arricchisce di apparati, approfondimenti, bibliografie e annotazioni aggiunte nei mesi successivi. Per più di anno questo è stato il nostro quaderno. Ora lo condividiamo con voi perché possiate aggiungere i vostri appunti.