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Non so neanche perché si chiami Ossì (con l’accento sulla i) e sinceramente non me ne frega un cazzo. Questa è una vera fanzine: la prendi perché è bella, la leggi tutta di un fiato e la conservi tra le cose da conservare, fiero che ci sia anche lei. L’abstract sul retro non lascia spazio a filosofeggiamenti e riporta alla dichiarata semplicità di una pubblicazione in realtà molto raffinata:

In ogni numero, un racconto zozzo da mondi che speriamo esistano davvero e le foto sexy scattate da qualcuno che vorresti ti conoscesse.

Ossì è una fanzine erotica dalla ricetta semplice. Un racconto hardcore come unico contenuto testuale. Fotografia e design che lo mettono nella condizione di esplodere dalle pagine, trasformandosi in immaginazione e desiderio e oggettivandosi in labbra, fica, palle, urla, schiaffi, lingua e pensieri stupendi. Gli sguardi di prima che tutto inizi e quelli di quando tutto è finito. La neve prima e la neve dopo. Il sesso come calore fra gelo e gelo.

Il racconto di questo numero appartiene a Veronica Raimo (stimata autrice di romanzi e sceneggiature) e affresca dettagliatamente un’avventura, poco importa se reale o immaginata, avvenuta in una Berlino innevata non so quando. Lo leggo a Perugia, dentro l’edicola, col sole di una bella primavera, eppure alla terza riga il cielo si fa scuro, la temperatura scende e nevica anche qui.

Sono in quel bar e desidero coi corpi di donna e uomo che desiderano fra le pagine. Desidero incessantemente mentre il racconto si sposta nella casa vuota di un matrimonio fallito, con gli scatoloni chiusi in partenza e un ambiente spoglio in cui sarebbe impossibile nascondere qualunque cosa: le mutande come i desideri. Le foto di una donna che si scopa le gambe del tavolo s’intervallano alle parole di chi racconta in prima persona che lo sta facendo, fino a rendere quella gamba lucida. E arrivi in fondo subito, fra le bottiglie e il mezcal, le scatole del trasloco riaperte nell’eccitazione di un momento di libertà, in cerca dello strumento più funzionale a rendere la notte indimenticabile. Piacere a tre. O forse a quattro, perché lo spettro della moglie ormai lontana è la tensione sessuale che fa vibrare la stanza desolata. Mentre le foto di Alessandra Pace e Fausto Serafini continuano a dare immagini alle parole. Diverse da quelle che si stanno facendo strada nella mia testa ma poco importa. Perché è un viaggio del desiderio, e più siamo più ci divertiamo.

Il design gioca un ruolo fondamentale ed è opera di Francesca Pignataro, art director fra l’altro del nostro amato RVM magazine. Non si direbbero neanche prodotto della stessa persona. Se non fosse facile immaginare che uno è il frutto di uno sforzo controllato, perfezionista, pensato e l’altro è la parentesi divertita, spensierata, istintiva che si fa spazio all’interno di questi sforzi. È una fanzine, si muove nell’underground ed è giusto che sia un prodotto sporco e vibrante, sorprendente e scanzonato fin dalla i accentata della testata, a forma di cazzo che getta una goccia di sé al cielo.

350 copie numerate a mano. Solo per chi se le merita. Un adesivo allegato al packaging fai da te che preannuncia il titolo del racconto all’interno: TUTTO DREAMY DI QUESTI TEMPI. E una playlist di Splendore (freschissimo artista queer pop) per completare questo viaggio sensoriale con la sfera uditiva. D’altra parte l’avventura narrata è molto musicale. Sesso che rifiuta volontariamente di seguire i ritmi della musica che gli fa da colonna sonora. E sforzarsi di non andare a tempo è anche il prezioso regalo che ci sta facendo la bella editoria indipendente tornata a circolare in Italia.

Quella che vi ho raccontato è la terza uscita di Ossì. E sento il bisogno di procurarmi le due precedenti. Ideatrice e curatrice della zine è Alice Scornajenghi. Non so chi sia e non me ne frega un cazzo. Ma complimenti sinceri e grazie del viaggio!

Sfogliala, comprala qui: https://www.emergenzeweb.it/prodotto/ossi-№3/

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