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Chiunque abbia visto Müntzer può dire di aver visto il diavolo incarnato nella sua furia più feroce.” Martin Lutero

 

Frankenhausen Turingia 15 maggio 1525. 

Quella mattina sembrò che il sole sorgesse prima del previsto come se volesse assistere sin dal principio al macabro spettacolo che stava per accadere. All’interno dell’accampamento ribelle nessuno aveva dormito durante la notte. Il giorno precedente i ribelli avevano appreso con rammarico che Filippo il langravio d’Assia stava marciando verso di loro con cinquemila soldati e duemila cavalieri ben addestrati. Loro, invece, erano semplici contadini. Erano persone che non ne potevano più della prepotenza dei proprietari terrieri. Erano stanchi degli ecclesiastici appartenenti alla chiesa romana. ed erano rimaste deluse dall’opera riformatrice di Lutero, il quale si limitava solo a elaborare disposizioni valide per la vita ultraterrena. 

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Statua raffigurante Müntzer.

Thomas Müntzer fu uno dei principali rappresentanti di quel movimento che nel giro di pochi mesi dilagò in tutta la Germania. Egli quella mattinasi sentiva abbastanza sereno, poiché era convinto che i peccatori di tutte le civiltà sarebbero stati spazzati via e da quel punto in poi l’umanità si sarebbe riunita sotto un unico regno espressione della volontà divina. Qualche ora più tardi, iniziò a piovere e sull’accampamento calò un silenzio tombale. Sapevano che erano arrivati. Sapevano che si trovavano dietro la collina. Le sentinelle che erano state poste di guardia ai margini dell’accampamento furono informate dagli esploratori che tre uomini in sella aventi i vessilli dell’Assia e della Sassonia si stavano dirigendo verso di loro. In prima battuta i contadini pensarono che stessero consegnando la dichiarazione di resa a Thomas in persona, ma in seguito la loro intuizione si rivelò sbagliata. I tre uomini portavano un messaggio scritto di pugno dal langravio in persona la notte precedente. Fu letto ad alta voce, in modo tale che tutti gli uomini potessero ascoltare con le loro orecchie ciò che il miserabile oppressore pretendeva. La proposta del nobile fu breve e concisa: «Amnistia in cambio della consegna di Thomas Müntzer». All’interno dell’accampamento ci furono attimi di esitazione, fino a quando Thomas chiamò a raccolta i suoi e fece uno dei sermoni più affascinanti di sempre. In pochi minuti, egli fu in grado di rendere priva di ogni fondamento la richiesta elaborata da Filippo. Denunciò per l’ennesima volta tanto la condotta oppressiva tenuta dai potentati locali, quanto il tradimento compiuto da Lutero, il quale a detta sua, ormai si era ridotto ad un mero strumento sottoposto alla volontà dei principi, dimenticandosi completamente delle rivendicazioni dei poveri. Durante il sermone smise di piovere, e nel momento in cui Thomas promise ai suoi fedeli che con il suo mantello avrebbe garantito l’incolumità dalle pallottole e cannoni, improvvisamente spuntò un arcobaleno che squarciò letteralmente in due il cielo. Quella coincidenza fu interpretata come un segno divino e dall’accampamento si levò un grido che si propagò in tutti gli angoli del mondo conosciuto. Dopo aver visto la scena, i tre messaggeri rimasero pietrificati, e in un battito di ciglia, furono trucidati senza pietà. Thomas Müntzer mise in tasca le lettere e i documenti che aveva in mano e si pose alla testa dell’esercito degli “eletti”.

Dopo qualche metro percorso, i cannoni dell’esercito d’Assia, iniziarono a versare sui contadini una pioggia incessante di colpi generando una ondata di panico generale. Dopodiché i lanzichenecchi assieme ad altri reparti della fanteria ruppero lo schieramento contadino in un batter d’occhio e massacrarono chiunque gli si presentava davanti. Le vittime furono migliaia. Thomas Müntzer, pienamente cosciente della sconfitta imminente, si nascose in una soffitta di una casa situata dentro Frankenhausen. Qualche istante dopo, fu catturato da due soldati che effettuavano una operazione di ricognizione all’interno delle abitazioni. Stava per scampare alla cattura se non che una del due guardie si accorse che sul pavimento sottostante vi erano fogli relativi ai dodici articoli redatti dai contadini di Svevia e lettere intestate proprio a Thomas. Fu portato al cospetto di Filippo, il quale a sua volta lo spedì al conte di Mansfeld. Rinchiuso nelle segrete fu torturato per giorni. Raccontano che gli venne strappata la carne con delle pinze incandescenti nella speranza di ottenere qualche confessione. Molte voci di dubbia fondatezza sostennero che poco prima della morte abbia ritrattato tutto e fatto la comunione, senza però ricordarsi il testo del Credo Niceno. Di sicuro una cosa la sappiamo per certo: la sua testa venne separata dal suo corpo in una pubblica piazza il 27 maggio 1525 spegnendo per sempre la voce che infuocò la Germania.

La guerra dei contadini, non fu una semplice rivolta in salsa medievale, fu molto di più. Rientrò all’interno di un meta processo di trasformazione istituzionale, religioso ed economico. Le vecchie istituzioni che avevano dominato la scena politico diplomatica nell’era medievale erano in crisi. All’interno dell’impero, si riacutizzavano le tendenze autonomistiche dei principi locali, che puntavano a ritagliarsi un maggiore spazio di manovra. Oltre alla crisi istituzionale si aggiunse anche quella religiosa. È molto importante tenere a mente che in queste terre non riuscì a penetrare lo spirito umanista che avvolse la nostra penisola e la concezione religiosa aveva ancora una impronta prettamente medievale. Lutero mediante le sue opere riuscì a ristrutturare concettualmente il rapporto tra individuo e spirito, cancellando di fatto ogni mediazione con la Chiesa Romana.

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Francobolli della DDR dedicati a Müntzer.
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Müntzer sulle banconote della DDR.

Ma questi importantissimi interventi non intaccarono minimamente la struttura socioeconomica di allora, all’interno della quale vi era un progressivo deterioramento della impalcatura feudale. Da anni urgeva una ridefinizione dei rapporti tra proprietari e contadini. E nella primavera del 1525 i lavoratori divisi in bande, esposero in modo sintetico le loro richieste all’interno di un opuscolo composto da “12 articoli”. Essi contengono tanto richieste d’ordine religioso quanto richieste d’ordine economico-sociale; come per esempio la libera scelta del parroco, la limitazione delle decime, l’abolizione della schiavitù della gleba, la riduzione delle prestazioni e del fitto, l’abolizione di tutte le gravezze o tasse che superassero la consuetudine, libertà di caccia e di pesca, e infine il possesso in comune dei boschi. Questi articoli hanno tratto spunto dai precetti biblici. Ma la loro applicazione non fu possibile data la portata rivoluzionaria delle proposte. Thomas Müntzer fu un personaggio che si inserì a pieno all’interno di questo straordinario processo che si concluse molti secoli più tardi. Nei secoli successivi, il suo nome fu dimenticato, fino a quando negli anni cinquanta del novecento, all’interno di una giovane e promettente repubblica questo personaggio ebbe una rivalsa nei confronti di tutti quei principi di cui oggi ci si ricorda vagamente solo il nome della casata di provenienza. Divenne oggetto di studio, e infine il suo volto comparve persino nelle banconote coniate dalla Banca centrale.

 

Alessandro Latterini 

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