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Un rapido elenco di cose che finiscono,
nel senso più ampio del termine:

Le serie
I soldi dentro al portafogli
La benzina
Le amicizie
Le partite di qualsiasi sport
La pasta nel piatto
I formaggi
I libri
Gli animali
Il ghiaccio
Le rate del mutuo

Sono circa 13 mesi che manca una recensione al nostro Scaffale 518. Il 6 agosto 2020 mettevo un punto a quella de I Dimezzati. Storie vere di uomini e donne a metà, e mi sentivo bene perché quando una guerra finisce si torna sempre a casa, devastati, ma in qualche strano modo più leggeri.
Sono circa 13 mesi che mi manca sapere cosa scrivere, che mi manca trovarmi qui, davanti alla pagina aperta di word, pieno di tutte quelle sensazioni che una lettura lascia dopo l’ultima pagina, dopo aver scritto a penna la data e qualche ultima considerazione che poi puntualmente non ricorderò. Avere in mente tante belle cose da dire, che si riassumono in un unico, preciso concetto: leggetelo, fidatevi, vi prego, davvero, ne vale la pena.
Il libro in questione è Gli Estinti. Anime e luoghi che furono e che sono, ultimo capolavoro della Trilogia Normalissima, progetto avviato dalla redazione di CTRL Magazine nel 2019.
Mercoledì 22 settembre Nicola Feninno e soci saranno da noi, a Edicola 518, per parlare proprio di questo libro, così come avevano fatto già due anni fa in occasione dell’uscita de Gli Ultrauomini. Terrestri d’Italia in contatto con altre dimensioni (dell’incontro e del primo volume ne parla Francesco Merlino qui).

I dinosauri
La memoria del telefono
I sogni
I pomodori
Le zucchine
E tutte le cose che in generale piantiamo in questo palmo di terra
Le serate
I concerti
I tour
I dischi
Gli amori
I matrimoni
I divorzi
Le ferie
I talk
I talent
I reality show
I telegiornali
Le telenovele (sì, prima o poi finiscono anche loro)

Era la prima volta, se non ricordo male, che Paradiso 518 si apriva al pubblico e nella mia scatola cranica è scattata la solita molla del cazzo, un misto di romanticismo, nostalgia, determinismo, fatalismo, che la ragione, il tour, le registrazioni del disco e le scadenze lavorative non sono riuscite a soffocare. Non recensirlo avrebbe significato lasciare il lavoro incompiuto: una trilogia con due soli volumi recensiti, un mazzo di carte con una carta in meno, e via discorrendo. Così eccomi qui, ho davanti a me le tre copie della Trilogia Normalissima, una più bella dell’altra, una bottiglia di Chianti (nemmeno troppo buono) finita, un quaderno con qualche appunto da riordinare. E la colonna sonora, quella quasi me la dimenticavo; oggi gioco in casa: Ogni scelta è in perdita, Gazebo Penguins.

La pazienza
Le birre
I voli
I viaggi
Le case
I centri commerciali
I video
I social
Le crociate
Il tiramisù
I tramonti
Le passeggiate in centro di sabato mattina
I meeting
Le sale riunioni
Le mail
I taccuini
I limoni
Lo zenzero
I tappetini da yoga

Raccontare cosa contiene Gli Estinti è molto difficile, molto forte il rischio di banalizzare, di cadere nella trappola del monologo interiore, della cornice scambiata per il contenuto. E allora è giusto ricordare, brevemente, che ci troviamo davanti a dei reportage narrativi, a storie vere di persone e luoghi che magari abbiamo visto passare sotto ai nostri occhi almeno un centinaio di volte, e che queste storie sono legate al tema della fine e del gelo che crea l’avvicinarsi al burrone.
Dentro ci sono mestieri che resistono, attaccati all’ultima persona in grado di praticarli. Luciano Franceschi, nel racconto che apre il volume, che ha lottato tutta la sua vita per l’indipendenza del Veneto. Il polo petrolchimico di Siracusa e l’interminabile elenco di persone che ha ucciso e che sta uccidendo. Le persone che ogni anno (1.344) scompaiono in Italia senza lasciare traccia. Lara Croft. L’asfalto di Monaco di Baviera. Gli edifici in cemento armato che costellano Livorno, quel senso di abbandono, di spreco, come una cicatrice in mezzo al verde che probabilmente non si rimarginerà. Una piccola Italia (fallita), affacciata sul Pacifico. Roma. Una medium raccontata da Valerio Millefoglie, che ci offre uno spiraglio su quello che c’è qualche metro più in là della vita. Le nostre radici che affondano negli alberi genealogici, in chi ci ha preceduto, di cui non portiamo più neanche il nome, ma le cui storie continuano a riverberare e ripetersi in noi. L’attore toscano che ha ucciso Van Damme, Daniele Favilli, nelle cui scelte di vita (artistica) mi sono ritrovato. Un monaco nel XXI secolo e gli occhi del bar di paese che lo vedono aggirarsi in bicicletta o a piedi, come un fantasma.

I crocefissi
Le cattedrali
I monopattini elettrici
Morgan
Bugo
Scanzi
Trump
Berlusconi
Bin Laden
Amanda Lear
Gli occhiali che indosso solo quando lavoro da casa
La tastiera su cui sto scrivendo

Chiude il volume una lettera (mai scritta) dal futuro, sulla immancabile carta gialla, che potrebbe raccontarci tante cose su di noi, su quello che ci aspetta. Darci almeno una chiave per affrontarlo. Ma cosa cambierebbe?

Il caffè che fuma dentro alla tazzina appena scheggiata
La voglia di scrivere
E pure queste mani
E la lavatrice di girare
E l’ansia per le consegne
L’angoscia di non farcela
La semplicità di una montagna
Le parole
Buzzati

Gli Estinti racconta i segni che lasciamo, ciò che siamo stati e ciò che forse non saremo. È una fotografia scattata in piena corsa, l’arte di raccontare, di strappare a morsi pezzetti di vita (applausi, come sempre, a tutte le autrici e gli autori). Ma è anche un po’ il gioco insano del nostro cervello che dall’alto della sua maestria afferra, cataloga e dunque, in qualche modo, uccide. La nostra evoluzione e la nostra condanna.
La paura della parola fine.
E allora non una fine, solo diciotto storie, una lettera mai spedita e un reportage fotografico sulla tassidermia che si insinua tra un racconto e l’altro, tecniche per ridare una forma alla vita, quando la vita non c’è più. Come a mettere in risalto gli innumerevoli nomi incontrati, e gli altrettanti visi, quel brulicare di vita che le autrici e gli autori hanno salvato dall’oblio. E allora poco importa se scrivendone hanno, in qualche modo, condannato i soggetti delle loro storie all’estinzione.
Perché siamo tutti, comunque, condannati all’estinzione.
Così come siamo tutti Dimezzati e tutti in cerca di qualcosa che va oltre di noi, Ultrauomini.
Grazie alla Trilogia Normalissima possiamo dire che almeno una volta nella nostra vita siamo stati, e credo che per il momento sia già qualcosa.

Tu
Ed io

La vita che comincia dopo il punto.
E adesso?

 

Qui l’evento di presentazione della Trilogia Normalissima, che si terrà mercoledì 22 settembre, alle ore 18, in Edicola 518.

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